RISORSE IDRICHE

Risorse Idriche

La situazione idrica nei villaggi dell’entroterra togolese è penosa.


Le persone più fortunate vivono nei pressi di stagni o pozze di acqua ferma che si riempiono nei periodi delle piogge. La mansione principale di donne e bambini è recarsi allo stagno a riempire recipienti e poi trasportarli per chilometri.


I meno fortunati, invece, abitando troppo lontani dalle uniche fonti idriche, improvvisano pozzi scavati a mano, vere e proprie buche, nella speranza di trovare acqua a una profondità di due-tre metri.


Scavano nei pressi di termitai che, solitamente, sono "segnale" di terriccio umido; spesso scavano per giorni senza trovare nulla. Un pozzo normale, scavato e costruito a mano, richiede un lavoro che si protrae per tre o quattro mesi, a seconda della natura del terreno, spesso roccioso. La profondità del pozzo varia dai 15 ai 25 metri circa.


 

Il costo si aggira sui 2.500 Euro. Il limite di un pozzo costruito a mano è nell’uso che di esso si può fare: da approvvigionamento nei periodi umidi e piovosi mentre rimane secco nei periodi di siccità.


Un pozzo artesiano è costruito meccanicamente, con una trivella e può arrivare a una profondità di 100 metri; non è di facile costruzione data la natura ostile del terreno e i mezzi spesso obsoleti che vengono impiegati.
Il pozzo artesiano ha un costo molto più elevato, si aggira sui 10.000 Euro ma assicura l’approvvigionamento idrico per tutto l’anno.


Il video è tratto dal documentario "ACL75 in Movimento Verso l’Africa". Propone alcuni frammenti delle immagini dedicate alle risorse idriche. Nella prima parte Jean ci accompagna a vedere "le buche costruite a mano", in seguito le persone allo stagno di Akpare, un rabdomante che cerca il luogo migliore per costruire un pozzo, infine lo scavo di un pozzo artesiano.


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